{"id":13152,"date":"2025-01-08T10:53:53","date_gmt":"2025-01-08T09:53:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.misslaser.it\/?p=13152"},"modified":"2025-01-08T10:53:53","modified_gmt":"2025-01-08T09:53:53","slug":"parkinson-bentivoglio-gemelli-tante-possibilita-di-terapie-personalizzate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.misslaser.it\/?p=13152","title":{"rendered":"Parkinson, Bentivoglio (Gemelli): &#8220;Tante possibilit\u00e0 di terapie personalizzate\u2019"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u201cNella storia del paziente con malattia di Parkinson ci sono veramente tante possibilit\u00e0 per una personalizzazione del trattamento: dalla terapia per bocca, all\u2019infusionale, fino agli interventi chirurgici\u201d. Cos\u00ec Anna Rita Bentivoglio, professore associato di Neurologia, Istituto di Neurologia Facolt\u00e0 di Medicina Universit\u00e0 Cattolica di Roma e responsabile Uos Disturbi del movimento, Policlinico Gemelli, all\u2019Adnkronos Salute, chiarisce come si tratti \u201cdi una patologia complessa che non si esaurisce solo nel tremore a riposo, che \u00e8 il sintomo conosciuto un po&#039; da tutti, ma comprende altri disturbi, soprattutto non motori\u201d. (<br \/>\nVIDEO<br \/>\n)\u00a0Nei primi anni di malattia \u201cle persone, nella maggior parte dei casi, prendendo poche pillole al giorno, riescono a guadagnare una condizione motoria e non motoria molto soddisfacente &#8211; spiega Bentivoglio &#8211; Considerando che ogni storia di malattia \u00e8 diversa, dopo un certo numero di anni la giornata di chi soffre di Parkinson tende a complicarsi e iniziano a comparire delle fluttuazioni, sia motorie che non motorie. Ci sono quindi delle ore del giorno, subito dopo l&#039;assunzione delle pillole, in cui il paziente si sente bene, il tremore scompare o diventa molto meno evidente, \u00e8 meno rigido e, se \u00e8 rallentato nei movimenti, diventa quasi normale nella loro esecuzione. Poi, man mano che si riduce l\u2019effetto dei farmaci, il paziente ripresenta i disturbi anche di notte: si fatica a dormire perch\u00e9, per esempio, si fatica a girarsi nel letto. Grazie all\u2019infusione dei farmaci, nel paziente con malattia complicata, il sonno torna a essere ristoratore\u201d.\u00a0Quando la strategia di primo livello, dove si prendono le pillole per bocca, non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente, \u00e8 necessario passare al secondo che prevede l\u2019iniezione \u201cdei farmaci sottocute oppure li possiamo inserire direttamente nell&#039;apparato digerente attraverso una piccola cannula che si mette nella parete dello stomaco e che si collega a una pompa che eroga piccolissime dosi di farmaco in maniera continua. Questo approccio &#8211; illustra la professoressa &#8211; cerca di rendere continua la stimolazione cerebrale rimpiazzando la dopamina, il neurotrasmettitore che \u00e8 carente nel sistema nervoso centrale del paziente. La prima strategia \u00e8 stata con dei farmaci dopaminoagonisti, ancora oggi \u00e8 in uso la pompa con apomorfina. Da diversi anni ormai per\u00f2 siamo in grado di iniettare direttamente la levodopa, anche se in una forma modificata, nel sistema digerente o sottocute. In questo modo viene assorbita molto pi\u00f9 facilmente. L&#039;ultima frontiera della terapia infusionale \u00e8 l\u2019impiego della foslevodopa\/foscarbidopa sottocute attraverso una pompa di facile gestione da parte dello stesso paziente o dal familiare, il caregiver. La terapia pu\u00f2 essere addirittura continuativa nelle 24 ore\u201d. Il paziente pu\u00f2 ricevere \u201cdosi diverse, programmate dal neurologo di riferimento, in modo personalizzato: un po&#039; pi\u00f9 alte durante il giorno, quando le richieste sono maggiori e un po&#039; pi\u00f9 basse durante le ore notturne\u201d.\u00a0Un secondo gruppo \u201cdi strategie di secondo livello per la gestione del Parkinson sono quelle chirurgiche che permettono, da circa 30 anni, di stimolare dei nuclei cerebrali, non solo chimicamente come fanno i farmaci, ma anche attraverso l&#039;erogazione di piccole scariche elettriche. La possibilit\u00e0 di fornire a un paziente che ha delle fluttuazioni sia motorie che non, una terapia infusionale &#8211; chiarisce Bentivoglio &#8211; \u00e8 particolarmente preziosa per tutti coloro che non sono disposti ad andare incontro a un intervento chirurgico\u201d, o \u00e8 controindicato per varie ragioni, non ultima l\u2019et\u00e0 &#8211; dopo i 70 anni \u201cci sono infatti troppi rischi\u201d &#8211; oppure in attesa dell\u2019intervento. \u00a0Al di l\u00e0 della questione chirurgica, \u201cl&#039;indicazione al trattamento \u00e8 per il paziente fluttuante che, con la terapia, non ha pi\u00f9 una qualit\u00e0 di vita adeguata\u201d. Si deve considerare che \u00e8 necessario anche assumere le \u201cmedicine 5-6 volte al giorno, tutti i giorni\u201d, magari trovandosi con il \u201cproblema irrisolto e con uno stigma lavorativo e sociale\u201d. Questa terapia infusionale, \u201cnella nostra esperienza &#8211; aggiunge &#8211; d\u00e0 una svolta radicale alla qualit\u00e0 di vita, non solo della persona che ha la malattia ma anche dei suoi familiari e dei suoi caregiver naturalmente. Questo si pu\u00f2 misurare a livello clinico, ma anche con le scale di qualit\u00e0 di vita che misurano tutta la difficolt\u00e0 o il miglioramento nell&#039;affrontare realt\u00e0 quotidiane che vanno dall&#039;allacciarsi i bottoni della camicia, a potersi nutrire senza imbarazzo quando si porta un cucchiaio alla bocca, dal guidare l&#039;automobile, all&#039;affrontare una giornata lavorativa. Quando le fluttuazioni sono importanti, si vede che la terapia infusionale determina una vera svolta nel miglioramento\u201d. Tale aspetto, valutato negli studi registrativi, viene misurato anche dal clinico, nella valutazione periodica del paziente.\u00a0Il bisogno che spesso rimane non soddisfatto del paziente in fase complicata di malattia \u00e8 per\u00f2 il riposo notturno. Il paziente che \u00e8 in terapia con farmaci per bocca, la sera prende una dose molto inferiore rispetto a quella del giorno e la notte, dopo un certo numero di ore, quando si esaurisce l\u2019effetto, comincia ad avere difficolt\u00e0, si sente rigido, ha difficolt\u00e0 se si deve alzare per recarsi in bagno, ma anche girarsi nel letto. Il paziente quindi si sveglia continuamente, compromettendo la qualit\u00e0 del sonno che pu\u00f2 veramente avere una svolta e tornare a essere ristoratore quando il paziente invece durante la notte riceve la giusta quantit\u00e0 di farmaco che &#8211; ricorda &#8211; gli permette di riposare\u201d.\u00a0Prima dell\u2019avvento della terapia infusionale sottocute, \u201clo stesso tipo di farmaco veniva somministrato all&#039;interno del sistema nervoso digerente &#8211; conclude Bentivoglio &#8211; e questo richiedeva necessariamente di fare un piccolo foro sulla parete addominale, che pure se mini-invasivo, significa sempre un tramite che condizionava anche la possibilit\u00e0 di svolgere alcune attivit\u00e0. \u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u201cNella storia del paziente con malattia di Parkinson ci sono veramente tante possibilit\u00e0 per una personalizzazione del trattamento: dalla terapia per bocca, all\u2019infusionale, fino agli interventi chirurgici\u201d. 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