{"id":16793,"date":"2025-03-05T18:49:28","date_gmt":"2025-03-05T17:49:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.misslaser.it\/?p=16793"},"modified":"2025-03-05T18:49:28","modified_gmt":"2025-03-05T17:49:28","slug":"indagine-il-63-degli-italiani-ritiene-che-il-calcio-italiano-e-in-crisi-serve-un-nuovo-modello-di-gestione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.misslaser.it\/?p=16793","title":{"rendered":"Indagine: &#8220;Il 63% degli italiani ritiene che il calcio italiano \u00e8 in crisi, serve un nuovo modello di gestione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nIl 63% degli intervistati ritiene che il modello di gestione del calcio italiano sia in crisi, con una percezione pi\u00f9 diffusa tra gli uomini (75%) e i tifosi (69%). E&#039; quanto si evince dall&#039;indagine condotta da &#039;Noto Sondaggi&#039; su &#039;Gli italiani e il Calcio&#039;, un resoconto sul rapporto tra gli italiani e il mondo del calcio e la percezione del suo stato di salute, esplorando l&#039;interesse per lo sport, il rapporto con il calcio, la percezione della salute del calcio, il ripensamento del modello di business e il sostegno pubblico al settore.\u00a0<br \/>\nLa maggioranza assoluta degli intervistati (67%) \u00e8 tifoso di una squadra di calcio in particolare, con percentuali che superano il 90% tra chi lo pratica come sport e sfiorano l\u201980% tra gli uomini. \u00c8 interessante rilevare come perfino una parte, seppur minoritaria, di chi non pratica n\u00e9 segue il calcio dichiari di avere una squadra del cuore. Chi ha seguito il calcio nell\u2019ultimo anno lo ha fatto soprattutto in Tv (62% spesso, 28% qualche volta), mentre solo un appassionato su cinque si \u00e8 recato allo stadio (34%, di cui 7% spesso). In entrambi i casi, la frequenza con cui si segue il calcio tende ad aumentare tra gli under 55, chi lo pratica come sport e chi \u00e8 tifoso di una squadra. Coerentemente con la scelta di seguire il calcio in Tv piuttosto che allo stadio, la modalit\u00e0 pi\u00f9 frequente per seguire la squadra del cuore \u00e8 l\u2019abbonamento alla PayTv (40%, con punte del 60% tra chi pratica il calcio), mentre l\u201911% segue la squadra in trasferta, il 10% ha un abbonamento allo stadio e l\u20198% dichiara di far parte di una tifoseria.\u00a0<br \/>\nUna quota prevalente di intervistati (63% del totale) ritiene che il modello di gestione del calcio italiano sia crisi. Una percezione trasversale, ma pi\u00f9 diffusa tra gli uomini (75%), i residenti nel Centro Italia (67%) e soprattutto tifosi e appassionati di calcio, ancor pi\u00f9 se lo pratica (83%). Il compenso eccessivo di calciatori ed allenatori rappresenta il principale problema del calcio italiano odierno (indicato dal 64% del campione), ma all\u2019interno di uno scenario ben pi\u00f9 complesso fatto di tante criticit\u00e0, tra cui spiccano l\u2019indebitamento troppo elevato delle societ\u00e0 (43%) e la scarsa valorizzazione dei settori giovanili (39%). Il 69% ritiene, inoltre, che la gestione economica delle societ\u00e0 calcistiche italiane non sia trasparente. Crisi e problematiche spingono la maggioranza degli intervistati a giudicare il modello di gestione del calcio italiano per lo pi\u00f9 equiparabile se non inferiore a quello di altri paesi europei (rispettivamente 38% e 32% del campione). Solo una parte minoritaria (appena il 12%) ritiene, inoltre, che il calcio italiano sia in una condizione finanziariamente pi\u00f9 solida, mentre sull\u2019effettiva capacit\u00e0 delle societ\u00e0 sportive italiane di ripensare il proprio modello di business, adattandolo alle nuove regole Uefa, le opinioni sono discordanti.\u00a0La visione degli intervistati sul nuovo modello di business a cui le societ\u00e0 calcistiche dovrebbero ispirarsi \u00e8 ricca di sfumature. Coloro che ritengono che la solidit\u00e0 economica sia la cosa pi\u00f9 importante per garantire la competitivit\u00e0 sportiva di una squadra prevalgono, ma incalzati da chi ritiene non sia cos\u00ec (rispettivamente 43% e 32% del campione). La maggioranza assoluta ritiene che nel calcio chi ha pi\u00f9 soldi abbia pi\u00f9 probabilit\u00e0 di vincere (54%), ma non sono pochi coloro che, al contrario, ritengono che il talento vada formato e che, quindi, si dovrebbe investire nella formazione dei talenti anche se questo non garantisce sempre la vittoria (22%). Indipendentemente dai principi ispiratori, il nuovo modello di business delle societ\u00e0 calcistiche dovrebbe prioritariamente puntare ad affrontare le tante problematiche del settore,a partire da quelle di natura finanziaria: costo di ingaggi, cartellini e commissioni fuori controllo o con regolamentazione inadeguata (indicato dal 46% del campione), indebitamento eccessivo (38%), investimenti insufficienti dei club nei settori giovanili (31%).\u00a0<br \/>\nTre intervistati su quattro (70% del totale, con scostamenti per lo pi\u00f9 contenuti in relazione al profilo socio-demografico) sono contrari all\u2019idea che il calcio professionistico in Italia sia finanziato e riceva sostegno pubblico, in quanto le societ\u00e0 di calcio di primo livello debbano essere trattate allo stesso modo delle altre imprese. Solo il 18% si dichiara, viceversa, favorevole ad un\u2019ipotesi di un intervento pubblico straordinario, sottolineando le ricadute positive che il calcio ha sulla collettivit\u00e0, mentre il restante 12% non esprime un\u2019opinione in merito.  \u00a0Le opinioni espresse sul ruolo dello Stato nella gestione finanziaria di impianti e strutture sportive sono pi\u00f9 eterogenee. La maggioranza, in particolare giovani e appassionati di calcio, ritiene che lo Stato debba assumersi almeno in parte questa responsabilit\u00e0. Tuttavia, il consenso varia a seconda dell\u2019ambito di intervento: il 55% degli intervistati ritiene che lo Stato debba farsi in parte o totalmente carico dell\u2019ammodernamento e della manutenzione degli impianti, mentre la stessa percentuale sale 64% con riferimento alla sicurezza dentro e fuori gli stadi.\u00a0&#8212;sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il 63% degli intervistati ritiene che il modello di gestione del calcio italiano sia in crisi, con una percezione pi\u00f9 diffusa tra gli uomini (75%) e i tifosi (69%). 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