{"id":18530,"date":"2025-04-02T19:08:00","date_gmt":"2025-04-02T17:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.misslaser.it\/?p=18530"},"modified":"2025-04-02T19:08:00","modified_gmt":"2025-04-02T17:08:00","slug":"mostre-inaugurata-contemporanea-per-unarte-responsabile-firmata-inps","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.misslaser.it\/?p=18530","title":{"rendered":"Mostre, inaugurata &#8216;Contemporanea, per un\u2019arte responsabile&#8217; firmata Inps"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Si inaugura il 2 aprile la mostra collettiva \u201cContemporanea, per un\u2019arte responsabile\u201d che presenta opere di importanti artisti internazionali a Palazzo Piacentini di Milano, sede direzione regionale e metropolitana Inps. Lo si legge in una nota. &quot;E&#039; proprio Inps che apre gratuitamente al pubblico questa esposizione, visitabile dal 3 al 13 aprile 2025, nel corso della Milano Art Week 2025 e in concomitanza con Miart Art Fair 2025 (Fiera internazionale d\u2019arte moderna e contemporanea)&quot;. La mostra, curata da Annalisa Bianco e Valerio Deh\u00f2, &quot;si inserisce nel lungo percorso storico di attenzione e sensibilit\u00e0 dell\u2019Istituto nei confronti della cultura in generale e, in particolar modo, dell\u2019arte. Inps, accanto alla missione previdenziale e di assistenza sociale, \u00e8 anche custode della memoria storica e dell&#039;identit\u00e0 collettiva del Paese. \u00a0&quot;Attraverso la conservazione e la valorizzazione del suo patrimonio e una diffusa attivit\u00e0 di mecenatismo nei confronti soprattutto di personalit\u00e0 artistiche emergenti, creando cos\u00ec legami intergenerazionali, come ad esempio accade anche in questa mostra, i cui artisti appartengono a un ampio ventaglio anagrafico di quasi mezzo secolo&quot;. Gli artisti, si legge, &quot;Raimondo Galeano, Roberto Pugliese, Hyon Soo Kim, Arthur Duff, Marta Longa e il collettivo Universal Everything protagonisti del progetto &quot;rappresentano un caleidoscopio di visioni diverse. Messaggi artistici che si esprimono con varie tecniche, influenzati dai differenti vissuti artistici&quot;. Avvicinandosi anche al tema \u2013 \u201cAmong friends\u201d \u2013 del Miart 2025, nel quale periodo d\u2019apertura questa esposizione si svolge.\u00a0In questo contesto, prosegue la nota, &quot;l&#039;arte pu\u00f2 diventare un potente strumento di comunicazione, connessione e valorizzazione culturale, integrandosi nella strategia dell&#039;Istituto per rafforzarne l&#039;identit\u00e0 e il ruolo nella societ\u00e0&quot;. L\u2019arte contemporanea, continua la nota, &quot;rappresenta uno strumento fondamentale per attuare questa missione, divenendo un&#039;opportunit\u00e0 per confermare la vicinanza dell&#039;Inps al cuore della societ\u00e0&quot;. Non si tratta semplicemente di un evento culturale, si legge, &quot;ma di un potente mezzo di comunicazione e connessione che stimola un dialogo profondo con il pubblico&quot;. \u00a0La mostra stessa, continua la nota, &quot;diventa il canale attraverso il quale molteplici linguaggi, tecniche e visioni artistiche convergono, ponendo l&#039;accento su aspetti che sono da sempre al centro dell&#039;impegno dell&#039;Istituto: la dignit\u00e0, la protezione, la qualit\u00e0 della vita e il benessere sociale&quot;. Gli artisti contemporanei coinvolti in questa esposizione, si legge, &quot;non sono solo innovatori nel loro campo, ma anche ricercatori; ognuno contribuisce con la sua opera alla creazione di un linguaggio che non solo esplora, ma educa e coinvolge. In questo luogo di interazione e connessione, l&#039;arte diventa un agente di cambiamento, capace di parlare al cuore dei visitatori, portandoli a domandarsi come, oggi pi\u00f9 che mai, la gratificazione culturale non sia solo un lusso, ma un diritto fondamentale, tanto quanto l&#039;assistenza o la sociale previdenza&quot;.\u00a0In questa narrazione, Palazzo Piacentini, sede storica dell&#039;Inps progettata negli Anni Trenta dal celebre architetto Marcello Piacentini, &quot;diventa lo spazio ideale per accogliere opere che interrogano il futuro. L&#039;edificio, simbolo di un&#039;epoca e testimone della storia italiana, si apre alla contemporaneit\u00e0, ospitando una riflessione sul ruolo dell&#039;arte nella societ\u00e0. L&#039;Inps, custode di un patrimonio architettonico e culturale straordinario, ne promuove cos\u00ec la conoscenza e la valorizzazione, offrendo al pubblico l&#039;opportunit\u00e0 di riscoprire spazi normalmente inaccessibili e di riappropriarsi di luoghi che appartengono alla storia collettiva. Se da un lato le tecnologie digitali aprono nuove possibilit\u00e0 espressive, si legge, &quot;dall&#039;altro permangono i valori universali dell&#039;arte, come l&#039;attenzione ai diritti e alla libert\u00e0 individuale. Anche le generazioni pi\u00f9 giovani, immerse in un universo sempre pi\u00f9 interconnesso, si dimostrano sensibili alla fusione tra passato e presente, riconoscendo nell&#039;arte uno strumento di riflessione e identit\u00e0&quot;. Per questo, prosegue il comunicato, &quot;la selezione curatoriale ha privilegiato artisti capaci di esprimere la positivit\u00e0 insita nell&#039;arte, comunicandola in modo efficace al grande pubblico. La pittura stessa, lungi dall&#039;essere relegata a una dimensione tradizionale, trova nuove forme di attualizzazione, adattandosi a un contesto globale in cui il digitale e il fisico si intrecciano. Solo attraverso la sperimentazione e la ricerca nascono le vere trasformazioni&quot;.\u00a0\u00a0\u00a0Questo progetto, &quot;concepito come un&#039;esperienza inclusiva, si rivolge a pubblici diversi: dai giovani agli adulti, dagli esperti agli appassionati occasionali. Gli artisti coinvolti sono abituati a lavorare in dialogo con gli spazi espositivi, adottando un approccio site-specific che valorizza l&#039;interazione tra opera e luogo. L&#039;arte contemporanea, inoltre, esercita un forte appeal sulle nuove generazioni, affascinate in particolare dai contenuti tecnologici&quot;. Alcuni degli artisti in mostra, si legge, &quot;appartengono a quella ristretta cerchia di innovatori dell&#039;ars electronica, capaci di dar vita a opere di grande impatto comunicativo&quot;. \u201cCon il progetto &quot;Contemporanea, per un\u2019arte responsabile&quot; allestito a Palazzo Piacentini e inserito nel programma di Milano Art week prende il via il progetto di welfare culturale che, attraverso l\u2019arte e la cultura, si fa promotore di un nuovo concetto di welfare che riconosce nella cultura un diritto tanto quanto il lavoro e l\u2019assistenza. Accanto alla sicurezza sociale e alla previdenza favorire l\u2019accesso alla cultura, significa arricchire la vita dei cittadini. Da 126 anni, supportiamo e proteggiamo il lavoro e la vita degli italiani, ma nel farlo abbiamo anche custodito un patrimonio straordinario: 9.000 opere d\u2019arte, palazzi storici, archivi che raccontano la storia del nostro Paese&quot;. L\u2019Oms, prosegue la nota, gi\u00e0 dal 2019 sottolinea l\u2019importanza della cultura nel welfare e ne sostiene gli effetti benefici. Ricerche recenti hanno dimostrato che partecipare alla vita culturale riduce del 31% il rischio di depressione, allunga la vita, rafforza le relazioni. Ecco perch\u00e9 l\u2019INPS ha scelto di investire nella cultura. Affiancare l\u2019arte e la cultura ai servizi e alle prestazioni dell\u2019INPS rappresenta un\u2019idea di welfare nuova che mette al centro la persona nella sua interezza\u201d. I padri costituenti, continua la nota, consapevoli del valore della memoria storica, &quot;hanno inscritto nell&#039;articolo 9 della Costituzione l&#039;impegno dello Stato a promuovere la cultura e l&#039;arte, anche nell&#039;interesse delle future generazioni riconoscendole come pilastri fondamentali della nostra identit\u00e0 e della rinascita del Paese. Cultura e tutela del patrimonio, dunque, non sono accessori, ma strumenti essenziali per la coesione sociale e la dignit\u00e0 dell&#039;individuo. E questo vale ancora oggi\u201d. Raimondo Galeano, sottolinea il comunicato, &quot;\u00e8 nato a Catanzaro nel 1948, vive e lavora a Bologna. \u00a0La poetica di Galeano nasce da lungo lavoro d\u2019apprendistato presso pittori famosi come Angeli Schifano e Tano Festa. La sua particolare tecnica di dipingere con una polvere luminescente d\u00e0 alle sue opere una doppia vita al buio e alla luce, rivoluzionando il metodo pittorico classico, dipingendo al buio eliminando il colore. Soprattutto in questa dimensione emerge la natura unica dei suoi lavori che prendono non solo una qualit\u00e0 di apparire nelle condizioni opposte a quelle delle altre opere d\u2019arte, ma anche di possedere una vita propria a seconda della latenza delle immagini&quot;. Galeano ha creato delle cronopitture in cui l\u2019immagine possiede una temporalit\u00e0 molto forte scandendo come in un video o in una installazione tecnologica, un trascorre del tempo. Tutto questo soltanto attraverso la tecnica pittorica. Roberto Pugliese (Napoli, 1982) ha l\u2019intuizione di usare il suo lavoro attraverso i new media per collegare, documentare e archiviare il legame con la realt\u00e0. E lo fa esaltando l\u2019aspetto visivo della tecnologia. Anche perch\u00e9, si legge, &quot;ha compreso e messo in pratica due concetti fondamentali: il suono \u00e8 primitivo, cio\u00e8 parla al nostro epitalamo non alla corteccia cerebrale; la tecnologia organizzata visivamente diventa mitologia contemporanea.  L\u2019intera opera di Pugliese, contiene queste forme relazionali, perch\u00e8 i suoi lavori riescono ad interpretare al meglio non solo l\u2019attuale ricerca sul suono ma anche una fondamentale relazione tra tecnologia e biologia. L\u2019arte contemporanea in questa prospettiva non rinuncia a nulla, diventa evento totale, sintesi di aspetti formali e sinestetici a cui oggi la sensibilit\u00e0 diffusa chiede di non rinunciare. \u00c8 un\u2019arte totale che non rinuncia a nulla, che lavora sul mito e sull\u2019archetipo, mentre costruisce il futuro e d\u00e0 un nome alla tecnologia. Hyon Soo Kim, nata in Corea del Sud, vive e lavora a Berlino. Il suo lavoro elabora da anni un concetto di vita che si trasmette all\u2019idea di maternit\u00e0. La madre \u00e8 un contenitore di possibilit\u00e0 genetiche, di trasmissione della specie, ma anche un simbolo di speranza e di futuro. Nella serie di lavori M.A.R.I.A (2004-2006) ha rappresentato tutte le madri del mondo ispirandosi anche ai colori tradizionali dei rispettivi popoli. Le sculture in bianco riprendono questa filosofia, la donna si semplifica nelle forme, diventa un vaso, qualcosa che ha la funzione di accogliere, di contenere la vita, il futuro.\u00a0Nei disegni domina ancora il bianco, come colore della spiritualit\u00e0. Il colore \u00e8 appena accennato, i segni neri si contrappongono per superficie e gestualit\u00e0, sempre all\u2019interno di un equilibrio compositivo rigoroso. L\u2019artista ha realizzato dei grandi Lutus bianchi come opere di arte pubblica, simbolo di rigenerazione, di rinascita, di solidariet\u00e0 e rapporto tra mente e corpo. Tutto il suo lavoro \u00e8 legato al concetto di solidariet\u00e0 tra gli esseri umani, agli istinti famigliari, alla vicinanza sociale. Arthur Duff (Wiesbaden, 1973) riferendosi al suo lavoro creativo, tende a non parlare di \u2018opere\u2019, ma di un unico continuo \u2018esperimento\u2019. Ponendo l\u2019accento su luce ed elemento verbale, tra i principali principi costitutivi, al posto di \u2018parola\u2019 o \u2018luce\u2019 predilige termini come \u2018informazione\u2019 e \u2018viaggio\u2019. Il lavoro di Duff si \u00e8 sempre concentrato sulla creazione di complessi spazi esperienziali, sia visivi e fisici, che utilizzano la proiezione laser o la pulsazione di immagini (sia luminosi o ottenuti tramite modelli) per portare avanti configurazioni sempre sorprendenti. Nelle sue proiezioni laser, basate sulla combinazione di luce artificiale e linguaggio spazializzato, come nelle implicite stratificazioni annodate di frammenti stellari, la luce \u00e8 per Duff la metaforica possibilit\u00e0 di un transito, un viaggio, nel mondo dell\u2019informazione come un materiale potenzialmente infinito, fisico e dinamico. Marta Longa (Como, 1995) vive e lavora a Milano. Il suo lavoro si definisce attraverso delle pratiche con cui ricerca nuove narrazioni, esplora un linguaggio che possa proiettare lo spettatore oltre ci\u00f2 che vede, cercando quella tensione che spinge avanti, dentro le cose e verso uno spazio-possibile. Predilige i gesti fatti sottovoce e gli spazi piccoli, perch\u00e9 in questo modo si \u00e8 costretti ad avvicinarsi: cos\u00ec indaga gli spazi delle relazioni tra le persone e le cose, cercandone sempre delle aperture per raccontare nuove storie. Tra il perpetuarsi del ricamo e la ripetitivit\u00e0 del collezionismo degli elementi naturali, le sue pratiche contengono qualcosa che definisce tra il rituale e l\u2019ossessione. Negli ultimi tempi, nella sua ricerca \u00e8 diventato centrale il concetto di respons-ability elaborato da Donna Haraway: coltivare l\u2019idea del prendersi cura \u2013 in qualche modo \u2013 come impegno ad esserci. Universal Everything \u00e8 un collettivo, nato nel 2004, nel corso della sua attivit\u00e0 ha collaborato con Apple, Chanel, Zaha Hadid Architects e i Radiohead, realizzando opere interattive e immersive. Negli anni ha esposto al Victoria &amp; Albert Museum, al 180 Strand e al Science Museum di Londra, a La Gaite Lyrique di Parigi e al Borusan Contemporary di Istanbul, prendendo anche parte a collettive al MoMA di New York e al Barbican di Londra e partecipando al Sundance Film Festival, oltre a firmare la moving image identity dei Giochi Olimpici di Londra nel 2012. Nal 2024 hanno presentato e realizzato per la Fondazione Cini di Venezia il video Chamaleon come spiega Matt Pyke fondatore e direttore creativo: \u201cNell\u2019ideare Chameleon il punto di partenza \u00e8 stato indagare in quale modo fosse possibile mappare un tale ambiente visivo sulla superficie di un corpo umano.\u00a0\u00a0\u00a0&#8212;lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Si inaugura il 2 aprile la mostra collettiva \u201cContemporanea, per un\u2019arte responsabile\u201d che presenta opere di importanti artisti internazionali a Palazzo Piacentini di Milano, sede direzione regionale e metropolitana Inps. 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