{"id":2348,"date":"2024-07-19T17:11:40","date_gmt":"2024-07-19T15:11:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.misslaser.it\/?p=2348"},"modified":"2024-07-19T17:11:40","modified_gmt":"2024-07-19T15:11:40","slug":"annegamento-bambini-40-morti-ogni-anno-in-italia-come-evitarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.misslaser.it\/?p=2348","title":{"rendered":"Annegamento bambini, 40 morti ogni anno in Italia: come evitarlo"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nOgni anno in Italia si contano circa 400 morti per annegamento, di cui circa 40 (il 10%) sono minori. Negli ultimi 10 anni, nei pronto soccorso dell&#039;ospedale Bambino Ges\u00f9 di Roma sono arrivati circa 80 bambini e ragazzi vittime di incidenti di balneazione. Lo ricorda l&#039;Irccs pediatrico capitolino, in vista della Giornata mondiale della prevenzione dell&#039;annegamento istituita dalle Nazioni Unite e in calendario gioved\u00ec 25 luglio. Nell&#039;occasione, gli esperti rilanciano le raccomandazioni per evitare il ripetersi di queste tragedie: &quot;Sorveglianza, prevenzione e rispetto delle regole sono i 3 fattori pi\u00f9 importanti per evitare pericolosi incidenti&quot;, afferma Sebastian Cristaldi, responsabile Dea II livello del Bambino Ges\u00f9.\u00a0Secondo i dati sulle cause di mortalit\u00e0 pubblicati dall&#039;Istat &#8211; riporta ancora l&#039;ospedale &#8211; in un decennio in Italia sono morte 3.760 persone per annegamento. Di queste, 429 erano bambini e ragazzi (43 circa ogni anno). Nel Lazio la media di decessi per annegamento \u00e8 stata di 16 l&#039;anno. In tutto il Centro Italia sono morti 55 minori tra il 2012 e il 2021. Secondo il rapporto pubblicato dall&#039;Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione dell&#039;Istituto superiore di sanit\u00e0, ogni anno nel nostro Paese si registrano 800 ospedalizzazioni per annegamento, circa 60mila salvataggi (solo sulle spiagge) e pi\u00f9 di 600mila interventi di prevenzione da parte dei bagnini. Nei pronto soccorso delle sedi del Gianicolo e di Palidoro del Bambino Ges\u00f9, negli ultimi 10 anni (2014-2023) ci sono stati 76 accessi per annegamento non fatale, precisa l&#039;Irccs. Di questi, 69 hanno poi richiesto un ricovero urgente. Quasi la met\u00e0 degli accessi (36 su 76) sono avvenuti negli ultimi 3 anni.\u00a0&quot;La prevenzione rappresenta la prima regola a cui attenersi per ridurre drasticamente il rischio di annegamento di bambini e ragazzi &#8211; spiegano dall&#039;ospedale &#8211; evitando cos\u00ec possibili tragiche conseguenze. Bisogna quindi fare in modo di eliminare gli accessi in acqua non controllati attraverso il corretto utilizzo di barriere fisiche. Vanno tenute chiuse le porte e i cancelli che portano direttamente al mare o in piscina. Laddove non siano presenti, vanno installate le barriere che impediscano l&#039;accesso ai bambini non accompagnati. Bisogna sempre coprire la piscina con l&#039;apposito telo nei periodi dell&#039;anno in cui non viene utilizzata. Controllare la temperatura dell&#039;acqua \u00e8 un altro aspetto della di prevenzione: l&#039;acqua del mare e della piscina non deve essere troppo fredda, poich\u00e9 pu\u00f2 causare episodi di vasocostrizione e aumentare il rischio di malori o mancamenti. Importante poi \u00e8 l&#039;uso di braccioli e ciambelle che aiutino i bambini a restare a galla. Ancora pi\u00f9 importante \u00e8 far prendere familiarit\u00e0 con l&#039;acqua ai bambini fin dai 6 mesi di vita, di modo che possano iniziare corsi di nuoto gi\u00e0 a partire dai 2-3 anni&quot;.\u00a0&quot;La forma di prevenzione pi\u00f9 efficace quando si parla di bambini resta comunque la sorveglianza &#8211; evidenzia Cristaldi &#8211; Sorveglianza per\u00f2 non vuol dire solo non perdere mai d&#039;occhio i bambini quando sono vicini o dentro l&#039;acqua: vuol dire anche stargli vicini &#8211; precisa &#8211; in modo da poter intervenire tempestivamente in caso di imprevisti. Basta un minuto di distrazione, come una breve telefonata al cellulare, per perdere di vista il bambino che, immergendosi, non riesce a chiedere aiuto&quot;. Inoltre, &quot;nei primi 3 anni di vita &#8211; avvertono gli esperti del Bambino Ges\u00f9 &#8211; un bambino pu\u00f2 trovarsi in difficolt\u00e0 anche in pochi centimetri d&#039;acqua, come quelli di una vasca da bagno o di una piccola piscina gonfiabile. Almeno fino a 5-6 anni di vita, al mare o in piscina, deve esserci sempre la presenza del genitore in acqua. Anche i bambini pi\u00f9 grandi non debbono comunque essere persi di vista, perch\u00e9 possono essere trascinati sott&#039;acqua da un\u2019onda o da una risacca&quot;.\u00a0Cruciale \u00e8 poi il rispetto delle regole e gli adulti devono dare il buon esempio. &quot;Non si pu\u00f2 fare il bagno ovunque ci sia l&#039;acqua: fiume, lago, mare &#8211; ammonisce Cristaldi &#8211; Ci sono delle regole indicate da apposite segnaletiche che vietano la balneazione in determinati posti. Queste limitazioni sono state fatte per una questione di sicurezza. E vanno rispettate. Anche dagli adulti e soprattutto in presenza di bambini che imparano spesso per processi di imitazione. Se un adulto rispetta le regole, anche il bambino lo far\u00e0&quot;.\u00a0Attenzione infine alle false sicurezze: &quot;Il fatto che un bambino viva in una casa o un condominio con piscina o cresca vicino al mare vuol dire che avr\u00e0 una maggiore familiarit\u00e0 con l&#039;elemento acquatico, ma non vuol dire che ne conosca bene i rischi. Il rispetto della segnaletica \u00e8 fondamentale per ridurre i rischi di annegamento. Per questo sarebbe importante che la cartellonistica sia realizzata in modo da risultare immediatamente comprensibile anche i bambini pi\u00f9 piccoli e anche da un punto di vista stilistico e cromatico&quot;.\u00a0Ma cosa fare in caso di annegamento, se nonostante accorgimenti e attenzioni si verifica un episodio? Primo, &quot;\u00e8 fondamentale intervenire con prontezza &#8211; rimarcano gli esperti del Bambino Ges\u00f9 &#8211; lanciando in acqua qualsiasi oggetto galleggiante a cui il bambino possa aggrapparsi. Il soccorso in acqua va fatto da abili nuotatori, perch\u00e9 diversamente si metterebbe in pericolo anche la stessa vita del soccorritore&quot;.\u00a0Secondo suggerimento: &quot;Una volta che si \u00e8 riusciti a portare il bambino a riva, se le condizioni generali sono buone pu\u00f2 essere messo in posizione seduta e invitato a tossire. Se invece ha segni di asfissia, bisogna chiedere aiuto a qualcuno in grado di liberargli prontamente le vie respiratorie da qualunque cosa possa ostruirle (vomito, sabbia o alghe), effettuando anche, se necessario, la respirazione bocca a bocca&quot;.\u00a0Terzo: &quot;Se il bambino non si riprende, \u00e8 privo di coscienza, non respira o non si riesce a sentirne il polso, bisogna immediatamente chiedere l&#039;intervento di persone professionalmente qualificate e in grado di praticare le necessarie manovre di rianimazione cardiopolmonare&quot;.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ogni anno in Italia si contano circa 400 morti per annegamento, di cui circa 40 (il 10%) sono minori. 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