{"id":23825,"date":"2025-05-29T11:38:02","date_gmt":"2025-05-29T09:38:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.misslaser.it\/?p=23825"},"modified":"2025-05-29T11:38:02","modified_gmt":"2025-05-29T09:38:02","slug":"rateizzano-rinunciano-a-spese-salute-hanno-scarsa-fiducia-in-istituzioni-ecco-gli-italiani-del-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.misslaser.it\/?p=23825","title":{"rendered":"Rateizzano, rinunciano a spese salute, hanno scarsa fiducia in istituzioni: ecco gli italiani del 2025"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Rateizzano, rinunciano alle spese per la salute, escono e viaggiano di meno, hanno scarsa fiducia nelle istituzioni e sempre meno nella scuola. Sono alcuni degli elementi che emergono dal Rapporto Eurispes 2025 in cui si esplorano le dinamiche economiche nelle quali si muovono le famiglie italiane, analizzando non solo il livello di consumo ma anche le strategie di adattamento messe in atto, con particolare attenzione alle aree pi\u00f9 critiche: rinunce, compressione della spesa, ricorso al credito e impatto delle nuove modalit\u00e0 di acquisto.\u00a0Quasi la totalit\u00e0 dei cittadini (84,1%) ha dichiarato di aver osservato un incremento dei prezzi, seppur con differente intensit\u00e0: per il 48,3% i prezzi sono molto aumentati, mentre per il 35,8% si tratta di un aumento pi\u00f9 contenuto. Solo una quota marginale di cittadini ritiene che i prezzi siano rimasti invariati (12,2%) o diminuiti (3,7% complessivamente). Guardando ai dati per area geografica, emergono alcune differenze, sebbene le opinioni siano simili: in tutte le aree del Paese prevale nettamente la convinzione che i prezzi siano aumentati, ma con diverse intensit\u00e0 (tra il 75,5% delle Isole e l\u201988,5% del Nord-Ovest). \u00a0Adattarsi e contenere le spese significa rimodulare il proprio budget familiare. Tra i comportamenti messi in atto dagli italiani per far fronte agli aumenti, al primo posto troviamo rinviare uno o pi\u00f9 acquisti necessari (59,5%); seguono la rinuncia alla babysitter (54%), ridurre le uscite (ristorante, pizzeria, locali), circostanza segnalata dal 50,1%, e tagliare su viaggi o vacanze (50%). Molti (45,3%), pur avendone necessit\u00e0, hanno dovuto fare a meno dell\u2019aiuto di una badante, mentre il 40,2% ha ridotto le spese per estetista, parrucchiere o articoli di profumeria. Il 38,2% ha rimandato lavori o ristrutturazioni in casa, il 37,5% ha pagato in nero alcuni servizi (tra cui ripetizioni, riparazioni, assistenza domestica, medici, ecc.) e poco meno (37,2%) sono quanti hanno rinunciato ad altre forme di aiuto domestico, come il personale per le pulizie o il giardiniere. La scelta meno adottata \u00e8 stata il noleggio di abiti o accessori in occasione di cerimonie (14,5%). \u00a0Un\u2019altra strategia frequentemente utilizzata per diluire l\u2019incidenza di spese importanti sul bilancio familiare \u00e8 la richiesta di rateizzazione dei pagamenti: se ne \u00e8 servita pi\u00f9 della met\u00e0 degli italiani (53,4%) nell\u2019ultimo anno (il 31,4% una\/qualche volta, il 16,5% spesso, il 5,5% sempre). L&#039;uso della rateizzazione \u00e8 pi\u00f9 diffuso al Centro (60%) e nelle Isole (64,1%), ma anche al Sud una quota importante di cittadini fa acquisti a rate (55,8%). L\u2019analisi dei dati per fasce d\u2019et\u00e0 mostra come il ricorso alla rateizzazione dei pagamenti tenda a variare in funzione del ciclo di vita e delle esigenze economiche ad esso correlate. Pi\u00f9 spesso sono i 25-34enni ad aver rateizzato delle spese nell\u2019ultimo anno (59,9%), seguiti dai 35-44enni (58,4%).\u00a0L\u2019analisi delle tipologie di acquisti per cui \u00e8 stata utilizzata la rateizzazione dei pagamenti evidenzia una prevalenza di beni durevoli e spese rilevanti nella composizione del ricorso a questa modalit\u00e0, mentre risulta meno utilizzata per acquisti voluttuari o accessori. Gli elettrodomestici risultano al primo posto tra le spese pi\u00f9 frequentemente rateizzate (44,5%); seguono gli acquisti di auto o motoveicoli (42,5%) e quelli legati alla tecnologia come televisori, smartphone, tablet (42,3%). Quasi tre intervistati su dieci (29,4%) hanno rateizzato interventi di tipo odontoiatrico, confermando l\u2019elevato impatto economico di questa tipologia di prestazione. La rateizzazione dell\u2019acquisto di mobili \u00e8 stata indicata dal 25,4% degli italiani, mentre il 23,7% ha dilazionato il pagamento di viaggi o vacanze. \u00a0Meno frequenti le rateizzazioni per l\u2019acquisto di gioielli o articoli di lusso (14,9%), interventi estetici (14,2%) e abiti\/accessori da cerimonia (13,1%). \u201cZero interessi\u201d, il boom di piattaforme e app per rateizzare gli acquisti. Una forma relativamente recente di rateizzazione dei pagamenti \u00e8 rappresentata da piattaforme e app (es. Klarna, Scalapay, Clearpay, Paypal, Satispay, ecc.) che consentono di dilazionare gli acquisti senza interessi. Il successo di questa modalit\u00e0 \u00e8 confermato dal 65,3% di italiani che, dovendo rateizzare, ha utilizzato piattaforme di questo tipo (37,8% una\/qualche volta; 21,4% spesso; 6,1% sempre). Tagli e rinunce: come si modifica la spesa degli italiani. \u00a0La necessit\u00e0 di contenere le uscite porta spesso a dover rinunciare a spese necessarie per la salute e il benessere personale. A tale proposito, il 28,2% degli italiani afferma di aver dovuto rinunciare a cure\/interventi dentistici e, preoccupante, \u00e8 anche il dato relativo ai controlli medici periodici e di prevenzione: oltre un quarto del campione (27,2%) dichiara di avervi rinunciato, segnale di una compressione anche delle pratiche di prevenzione, con potenziali ricadute negative sul piano sanitario nel mediolungo periodo. Non \u00e8 trascurabile neanche il fatto che poco meno di un quarto del campione (22,3%) abbia rinunciato a visite specialistiche per disturbi\/patologie specifiche e quasi uno su cinque (18,1%) a terapie o interventi medici, segnalando che una quota non trascurabile di cittadini rinuncia non solo alla prevenzione, ma anche alle cure di cui ha bisogno. \u00a0Pi\u00f9 di un quarto dei cittadini nell\u2019ultimo anno si \u00e8 trovato a tagliare le spese veterinarie (26,7%) e a rinunciare a trattamenti estetici (26,4%); meno frequente \u00e8 la rinuncia all\u2019acquisto di medicinali (13,2%). Nel complesso, i dati mettono in evidenza una maggiore difficolt\u00e0 economica a sostenere spese per la salute e il benessere personale nelle regioni del Centro-Sud e nelle Isole, mentre nel Nord-Est, e in parte nel Nord-Ovest, tali rinunce risultano meno frequenti. La condizione lavorativa incide fortemente sulla capacit\u00e0 di far fronte a spese sanitarie o legate al benessere personale. \u00a0Le categorie pi\u00f9 vulnerabili economicamente \u2012 disoccupati, cassintegrati, persone fuori dal mercato del lavoro \u2012 risultano pi\u00f9 frequentemente costrette a rinunce anche su \u00e0mbiti essenziali, come la prevenzione o le cure mediche, evidenziando una dimensione critica del disagio economico che si riflette direttamente sulla salute. Le percentuali pi\u00f9 alte di rinuncia si concentrano tra chi vive situazioni occupazionali fragili: in particolare, chi \u00e8 in cerca di nuova occupazione e i cassintegrati presentano i valori pi\u00f9 elevati in quasi tutte le voci considerate\u00a0I cittadini europei hanno scarsa fiducia nelle istituzioni europee e gli italiani non si discostano dalla media europea. Dato forse ancora pi\u00f9 preoccupante \u00e8 che gli europei in larga parte tendono a non fidarsi del Governo nazionale. Pi\u00f9 del 30% dei giovani europei, pur essendo a favore dell&#039;Ue, ritiene che le istituzioni non stiano funzionando correttamente, rileva inoltre il rapporto Eurispes 2025 citando l\u2019indagine di Eurobarometro del 2024.\u00a0Per quanto riguarda gli italiani diminuisce la fiducia nella scuola, che passa dal 66%del 2024 al 64,9 di quest&#039;anno, mentre aumenta il consenso per l\u2019universit\u00e0 dal 71,8 al 72,3. \u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Rateizzano, rinunciano alle spese per la salute, escono e viaggiano di meno, hanno scarsa fiducia nelle istituzioni e sempre meno nella scuola. 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