{"id":29124,"date":"2025-08-13T08:27:00","date_gmt":"2025-08-13T06:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.misslaser.it\/?p=29124"},"modified":"2025-08-13T08:27:00","modified_gmt":"2025-08-13T06:27:00","slug":"gatti-anziani-come-gli-umani-con-leta-anche-i-mici-dimenticano-lo-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.misslaser.it\/?p=29124","title":{"rendered":"Gatti anziani come gli umani, con l&#8217;et\u00e0 anche i mici dimenticano: lo studio"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Anche i gatti dimenticano con l&#039;et\u00e0. E il loro cervello pu\u00f2 perdere colpi esattamente come quello degli umani. La demenza, considerato il male del secolo in una societ\u00e0 che invecchia, non risparmia neanche i felini. I sintomi? Risultano confusi, hanno un sonno disturbato, mostrano dei cambiamenti comportamentali come l&#039;aumento dei miagolii. E secondo uno studio pubblicato sulla rivista &#039;European Journal of Neuroscience&#039;, indagare su quello che succede nella loro testa pu\u00f2 essere d&#039;aiuto anche per le persone affette da malattia di Alzheimer. I felini anziani che sviluppano demenza infatti presentano alterazioni cerebrali simili a quelle dei pazienti umani, il che fa di loro un modello prezioso per studiare la patologia, osservano gli autori del lavoro.\u00a0Il team che firma la ricerca &#8211; composto da scienziati dell&#039;Universit\u00e0 di Edimburgo che hanno lavorato con colleghi dell&#039;universit\u00e0 della California, dell&#039;Uk Dementia Research Institute e dello Scottish Brain Sciences &#8211; ha esaminato nel dettaglio il cervello di 25 gatti di et\u00e0 diverse dopo la loro morte, compresi quelli che presentavano segni di demenza. Nei felini malati \u00e8 stato scoperto un accumulo della proteina tossica beta-amiloide, una delle caratteristiche distintive dell&#039;Alzheimer. I risultati emersi, secondo gli autori, offrono un quadro pi\u00f9 chiaro di come la proteina beta-amiloide possa causare disfunzioni cerebrali e perdita di memoria legate all&#039;et\u00e0: immagini microscopiche ad alta risoluzione hanno rivelato un accumulo di beta-amiloide nelle sinapsi, cio\u00e8 nelle connessioni tra le cellule cerebrali, dei gatti anziani e dei gatti affetti da demenza. Le sinapsi, spiegano gli scienziati, consentono il flusso di messaggi tra le cellule cerebrali e sono vitali per il corretto funzionamento del cervello. La loro perdita \u00e8 un forte predittore di una riduzione della memoria e delle capacit\u00e0 di pensiero negli esseri umani con Alzheimer.\u00a0Il team ha anche scoperto che astrociti e microglia &#8211; tipi di cellule di supporto nel cervello &#8211; fagocitavano o &#039;divoravano&#039; le sinapsi colpite. Questo processo, chiamato potatura sinaptica, \u00e8 importante durante lo sviluppo cerebrale, ma pu\u00f2 contribuire alla perdita di sinapsi nella demenza. Per gli esperti i risultati dello studio &#8211; finanziato da Wellcome e dall&#039;Uk Dementia Research Institute &#8211; non solo aiuteranno a comprendere e gestire la demenza nei gatti ma, date le somiglianze, potrebbero anche contribuire allo sviluppo di futuri trattamenti per le persone colpite da Alzheimer. \u00a0In passato, gli scienziati che studiavano la malattia che ruba i ricordi si sono affidati in larga misura a modelli di roditori geneticamente modificati. Questi, per\u00f2, non sviluppano naturalmente demenza e l&#039;idea \u00e8 che studiare i gatti affetti dalla patologia abbia il potenziale per far progredire la conoscenza e contribuire allo sviluppo di opzioni terapeutiche sia per i gatti che per gli esseri umani.\u00a0La demenza \u00e8 una malattia devastante, che colpisca esseri umani, gatti o cani &#8211; osserva Robert McGeachan, responsabile dello studio nella Royal (Dick) School of Veterinary Studies dell&#039;Universit\u00e0 di Edimburgo -. I nostri risultati evidenziano le sorprendenti somiglianze tra la demenza felina e l&#039;Alzheimer negli esseri umani. Questo apre le porte alla possibilit\u00e0 di valutare se nuovi promettenti trattamenti per il morbo di Alzheimer umano possano aiutare anche i nostri animali domestici anziani. Poich\u00e9 i gatti sviluppano naturalmente questi cambiamenti cerebrali, potrebbero anche offrire un modello pi\u00f9 accurato della malattia rispetto ai tradizionali animali da laboratorio, con conseguenti benefici sia per la specie che per chi si prende cura di loro&quot;. \u00a0<br \/>\nL&#039;impatto \u00e8 a 360 gradi e coinvolge sia i pet che le famiglie in cui vivono, che li vedono sfiorire. &quot;La demenza felina \u00e8 estremamente angosciante sia per il gatto che per i proprietari &#8211; conferma Dani\u00e8lle Gunn-Moore, titolare della cattedra di Medicina felina alla Royal (Dick) School of Veterinary Studies &#8211; \u00c8 grazie a studi come questo che capiremo come trattarla al meglio&quot;. Ed essendo anche &quot;il modello naturale perfetto per l&#039;Alzheimer, tutti ne traggono beneficio&quot;.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Anche i gatti dimenticano con l&#039;et\u00e0. 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