{"id":5409,"date":"2024-09-06T13:56:27","date_gmt":"2024-09-06T11:56:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.misslaser.it\/?p=5409"},"modified":"2024-09-06T13:56:27","modified_gmt":"2024-09-06T11:56:27","slug":"cardiomiopatie-studio-conferma-efficacia-inibitore-miosina-cardiaca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.misslaser.it\/?p=5409","title":{"rendered":"Cardiomiopatie, studio conferma efficacia inibitore miosina cardiaca&nbsp;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva (oHcm) sintomatica, i dati di follow-up a lungo termine presentati la scorsa settimana al Congresso della Societ\u00e0 europea di cardiologia (Esc) a Londra rafforzano il profilo consolidato di efficacia e sicurezza di mavacamten, primo inibitore della miosina cardiaca. Con l&#039;inclusione nelle linee guida europee (Esc) e americane (Aha\/Acc) come opzione raccomandata quando i sintomi persistono dopo la terapia di prima linea, mavacamten \u00e8 quindi uno standard di cura per l&#039;oHcm sintomatica. \u00a0I nuovi risultati di follow-up a lungo termine &#8211; si legge in una nota diffusa da Bristol Myers Squibb (Bms) &#8211; si riferiscono alla coorte Explorer-Lte dello studio Mava-Long-Term Extension (Mava-Lte) che valuta mavacamten nei pazienti adulti con oHcm, classe Nyha (New York Heart Association) II-III. I pazienti hanno riscontrato miglioramenti costanti e sostenuti nelle misure ecocardiografiche e nei biomarcatori dopo un massimo di 3,5 anni (180 settimane) di trattamento continuo, inclusi il gradiente del tratto di efflusso del ventricolo sinistro (Lvot) a riposo, il gradiente Lvot con manovra di Valsalva, il volume indicizzato dell&#039;atrio sinistro e i livelli del frammento amino-terminale del propeptide natriuretico di tipo B (Nt-proBnp). E&#039; stato anche riscontrato un miglioramento dei sintomi e della capacit\u00e0 funzionale valutati con la variazione della classe Nyha e i patient-reported outcomes (Pros), inclusa la maggior parte dei pazienti che ha raggiunto la classe Nyha I. Il profilo di sicurezza di mavacamten fino a 3,5 anni \u00e8 rimasto coerente con quanto gi\u00e0 riscontrato, senza nuovi segnali di sicurezza identificati.\u00a0&quot;I miglioramenti costanti e sostenuti dei parametri cardiaci per oltre 3 anni con mavacamten &#8211; ha affermato Pablo Garc\u00eda-Pavia, responsabile Unit\u00e0 Malattie cardiache ereditarie e scompenso cardiaco, Dipartimento Cardiologia Ospedale universitario Puerta de Hierro e professore all&#039;Istituto spagnolo di Ricerca cardiovascolare (Cnic) Madrid, Spagna &#8211; dimostrano come questa terapia soddisfi un&#039;importante esigenza di trattamento per i pazienti con Hcm ostruttiva sintomatica. Questi dati positivi a lungo termine, insieme all&#039;inclusione di mavacamten nelle linee guida cliniche Esc per l&#039;Hcm ostruttiva, sottolineano l&#039;importante ruolo di questo farmaco nella cura a lungo termine di questa condizione permanente che richiede una gestione continua&quot;.\u00a0Nel dettaglio, alla data del cut-off, 211 dei 231 pazienti arruolati nello studio Mava-Lte, una coorte dell&#039;Explorer-Lte, erano in trattamento con mavacamten; 185 e 99 avevano raggiunto rispettivamente la settimana 156 e 180. I principali risultati dell&#039;analisi dei dati Explorer-Lte hanno mostrato miglioramenti sostenuti delle misure ecocardiografiche e dei biomarcatori alle settimane 156 e 180, rispetto al basale. Relativamente ai parametri ecocardiografici, i pazienti hanno sperimentato una riduzione di 55,3 mmHg del gradiente Lvot con manovra di Valsalva sia alla settimana 156 che alla settimana 180 e una riduzione di 40,2 mmHg e 40,3 mmHg del gradiente Lvot medio a riposo, rispettivamente, alla settimana 156 e 180. I miglioramenti del volume atriale sinistro indicizzato medio rispetto al basale sono stati mantenuti alle settimane 144 e 180, con pazienti che hanno sperimentato una riduzione rispettivamente di 3,5 e 5,5 mL\/m2. La frazione di eiezione ventricolare sinistra (Lvef) media \u00e8 diminuita dell&#039;11% rispetto al basale alla settimana 180 e la media (63,9%) \u00e8 rimasta entro l&#039;intervallo normale. La valutazione dei dati dei biomarcatori ha mostrato che i livelli mediani di Nt-proBnp sono diminuiti di 504 ng\/L alla settimana 156 e di 562 ng\/L alla settimana 180.\u00a0Alla settimana 180, la maggior parte dei pazienti (66,3%) era in classe Nyha I. Nel complesso, 108 pazienti (46,8%) hanno ottenuto una risposta completa, definita come raggiungimento della classe Nyha I e un gradiente Lvot con manovra di Valsalva minore\/uguale di 30 mmHg durante lo studio e hanno mantenuto una risposta completa fino alla data del cut-off. I Pros, misurati tramite l&#039;Hcm Symptom Questionnaire (Hcmsq), hanno rilevato un miglioramento del punteggio correlato alla dispnea, rispetto al basale, durante le prime 12 settimane, confermato alle settimane 156 e 180.\u00a0&quot;Questi risultati, rilevati al follow-up pi\u00f9 lungo dello studio di fase 3 Explorer fino ad oggi &#8211; ha commentato Roland Chen, Senior Vice President e Head of Immunology, Cardiovascular &amp; Neuroscience (Icn) Development Bms &#8211; rafforzano ulteriormente il profilo di sicurezza ed efficacia consolidato di mavacamten. Come primo e unico inibitore della miosina cardiaca approvato per i pazienti con Hcm ostruttiva sintomatica e con migliaia di pazienti in tutto il mondo trattati fino ad oggi, mavacamten, che ha come bersaglio la causa&quot; della patologia, &quot;sta ridefinendo il panorama del trattamento per questa popolazione di pazienti&quot;. L&#039;analisi dello studio Explorer-Lte &#8211; conclude la nota &#8211; non ha rilevato nuovi segnali di sicurezza nel trattamento con mavacamten. Un totale di 20 pazienti (8,7%) ha sperimentato riduzioni transitorie della Lvef minore al 50%; tutti sono tornati a Lvef maggiore\/uguale al 50% dopo l&#039;interruzione del trattamento e 14 pazienti hanno ripreso il trattamento con mavacamten.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva (oHcm) sintomatica, i dati di follow-up a lungo termine presentati la scorsa settimana al Congresso della Societ\u00e0 europea di cardiologia (Esc) a Londra rafforzano il profilo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5410,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-5409","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-primapagina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.misslaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5409","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.misslaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.misslaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.misslaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.misslaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5409"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.misslaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5409\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.misslaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5410"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.misslaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5409"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.misslaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5409"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.misslaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5409"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}